Mantova
«Città d'acqua, quasi proiezione ideale di Venezia nell'entroterra padano» e «Città in forma di palazzo»
Non tanto due luoghi comuni per Mantova, quanto due felici sintesi della sua peculiare vicenda storico-artistica e urbanistica, connessa indissolubilmente alla famiglia dei Gonzaga, i signori che alla città hanno legato il loro nome e che l'hanno resa un gioiello artistico.
«La città più romantica del mondo»
(Aldous Huxley 1894-1963)
Ad affascinare il narratore e saggista inglese, sono stati i monumenti, le canne lungo il Mincio, i fiori di loto, la nebbia, la surreale patina del tempo che avvolge ogni strada e piazza, la storia, la semplicità dei cittadini di Mantova, ed è la sua, questa, la definizione che più si addice alla città. In questa chiave Mantova è stata cantata anche dal più discusso dei poeti francesi, Charles Baudelaire.
Mantova nel suo tessuto urbano ha incantato scrittori e poeti di ogni tempo e luogo come Torquato Tasso che scrisse: "Mantova è una città bellissima e degna c'un si mova di mille miglia per vederla".
Per restare ai più recenti si possono citare Michele Saponaro, che vi ha colto un senso religioso sospeso tra i solchi e il cielo; Alfredo Panzini che la trovò piena di un'apparente provinciale lietezza; il poeta Guido Piovene - ammirato dalla sua bellezza orchestrata nel sogno; per Corrado Alvaro questa città è un paradiso di malinconia; mentre Orio Vergani la vide «fasciata da una solitudine come destin».






B&B a 5 minuti da Mantova e di fronte al Palabam