Palazzo Ducale e le camere nascoste

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Scritto da Administrator
Martedì 16 Marzo 2010 08:23

Aperte alcune aree della Reggia abitualmente escluse dai percorsi di visita

Da domani al 29 ottobre, ogni settimana ad eccezione delle prime due di settembre, il venerdì sarà un giorno speciale per il museo di Palazzo Ducale: verranno infatti aperte - con visite ad orari precisi, consigliata la prenotazione allo 0376 352100 - alcune aree della Reggia abitualmente escluse dai percorsi di visita. I gruppi partiranno all’ora prestabilita dalla sala di attesa all’ingresso del Museo. Ciascuna visita durerà circa mezz’ora, sarà gratuita, ma per partecipare bisognerà comunque avere il biglietto d’ingresso al museo. In questa pagina sono descritte in modo sintetico le 6 zone interessate dall’iniziativa della Soprintendenza.

Carceri dei Martiri di Belfiore, Castello
Ore 10, max 25 persone

Il Castello di San Giorgio, sorto come struttura militare alla fine del XIV secolo, su progetto dell’architetto Bartolino da Novara (costruttore del castello estense di Ferrara), fu subito usato anche come carcere (nei sotterranei). E’ probabile che l’uso sia cessato verso il 1459, quando Ludovico II Gonzaga decise di abitare nel Castello stesso. Gli Asburgo (1707-1866) occuparono il piano nobile col loro archivio e il piano superiore come carcere: vi vennero rinchiusi i Martiri di Belfiore. Legati a Giuseppe Mazzini, i congiurati mantovani furono falciati tra il 1851 e il 1855 da sentenze di morte indirizzate a don Giovanni Grioli, Enrico Tazzoli, Angelo Scarsellini, Bernardo De Canal, Giovanni Zambelli, Carlo Poma, Carlo Montanari, Tito Speri, Bartolomeo Grazioli, Pietro Frattini e Pietro Fortunato Calvi. Dal Castello di San Giorgio solo il forlivese Felice Orsini riuscì a evadere. Nel corridoio delle carceri rimangono due bassorilievi già facenti parte del monumento allestito in piazza Sordello nel 1872 (oar è a Belfiore). L’ultimo piano del Castello reca anche importanti tracce gonzaghesce. Negli anni 20 del 500 Federico II Gonzaga avviò una campagna decorativa, per lo più nascosta o eliminata da più importanti interventi; resta la decorazione della Sala dello Zodiaco, che fu anche carcere di Pietro Frattini. Il ‘cielo’ è sezionato in 12 spicchi da raggi in pastiglia dorata, che lo suddividono nei 12 segni dello zodiaco. Le pitture, di complessa cultura manierista, furono attribuite a Lorenzo Leonbruno o a un collaboratore di Giulio Romano.

Castello Piano Nobile
Ore 11, max 20 persone

Si tratta dell’Appartamento di Isabella d’Este e delle stanze della palazzina della Paleologa. Isabella d’Este giunse a Mantova giovanissima in sposa (1490) e a lungo visse al piano nobile del Castello. Uno dei personaggi simbolo del Rinascimento italiano, in 10 anni riuscì a creare nel maniero ambienti di grande bellezza, dei quali rimane assai poco. Vedova dal 1519, si spostò in Corte Vecchia e rimosse dal Castello parte dei suoi arredi. Rimangono almeno le tracce dello Studiolo e della Grotta, oltre a una serie di camerini e di stanze più ampie. Nella Grotta, l’elemento decorativo di maggior interesse è il soffitto ligneo. Intagliato tra il 1506 e il 1508 dai fratelli Mola, è decorato con tabelle che figurano le pause musicali. Sopra la Grotta è lo Studiolo di Isabella d’Este, rimaneggiato all’epoca di Giulio Romano. Della decorazione originale è ancora traccia nella pavimentazione a intarsio marmoreo. Nella vicina Sala delle Armi è conservato un polittico di Cima da Conegliano. Si sale nella Cappellina del Bertani, esaltazione dell’ordine corinzio. Il Passo Oscuro introduce in alcuni ambienti nei quali sono state rimontate le decorazioni della Palazzina della Paleologa, edificio costruito da Giulio Romano per Margherita Paleologa di Monferrato, tra il 1534 e il 1536, e abbattuto nel 1899. Il locale, detto Camerino delle Stagioni, è l’unico che conservi l’originale decorazione dipinta dalla bottega di Giulio Romano.

Appartamento Grande di Castello
Ore 12, max 35 persone

Realizzato per il duca Guglielmo, fu progettato in principio da Giovan Battista Bertani, ma concluso probabilmente dal napoletano Pirro Ligorio. Sotto l’appartamento corre un lungo passaggio che dal lungolago porta in piazza S. Barbara. Guglielmo fece decorare l’appartamento a esaltazione della propria casata. Oltre la Sala di Manto, nella Sala dei Capitani 4 vasti teleri (purtroppo perduti) celebravano fatti dei primi capitani del popolo, da Luigi Gonzaga. Il Giuramento doveva coprire l’analoga gigantesca composizione dipinta a secco sul muro di fronte all’ingresso. Nella Sala dei Marchesi erano celebrate le imprese dei marchesi di Mantova con una serie di 4 tele: i celebri Fasti dipinti da Jacopo Tintoretto nel 1579, ora nella Alte Pinakothek di Monaco di Baviera. Nella successiva Loggia del Tasso si riteneva, senza fondamento, che Torquato Tasso avesse soggiornato nel 1592; è decorata con stucchi che rappresentano varie fasi dell’evoluzione dell’uomo. I retrostanti ambienti di più minute dimensioni, costituivano la parte più riservata dell’appartamento. La Sala dei Duchi era decorato con 4 tele, i Fasti di Federico II Gonzaga.

L'Estivale  (o Rustica)
Ore 15, max 35 persone

L’Appartamento nacque negli anni 1537-38 per volere del duca Federico. Giulio Romano ne concretizzò il desiderio progettando un edificio isolato, ortogonale rispetto alla sponda del lago, e caratterizzato sulla facciata principale da forti bugne e colonne tortili che le conferiscono un aspetto rustico e pittoresco. La bugna grezza propone in architettura il non-finito che Michelangelo aveva adottato in scultura; la colonna tortile, richiamo simbolico al tempio di Gerusalemme, perde qui il significato sacrale e viene ricoperta da tralci e pampini d’uva. L’interno è frutto di due successive fasi; poco rimane delle decorazioni di epoca giuliesca, maggior parte dei lavori fu compiuta da Bertani, negli anni 60 del 500. Lorenzo Costa il Giovane dipinse nella Camera di Giove i vari Amori del dio. L’attiguo Camerino di Orfeo è splendidamente decorato con stucchi. Uno degli ambienti più suggestivi è la Stanza di Nettuno, nella quale il tema acquatico viene esaltato da meravigliose nature morte realizzate in stucco e ad affresco sulla volta. Nella Sala della Mostra è trattato il tema delle origini mitiche di Mantova. La galleria, che termina con una serliana, ospita una preziosa raccolta di 13 marmi greci. La Sala delle Quattro Colonne era divisa in realtà in 3 ambienti, decorati anche in epoche diverse, seppure tutti nel 500, che subirono profonde modifiche strutturali 700, quando vennero unificati.

Appartamento di Guastalla
Ore 16, max 35 persone

Il Palazzo del Capitano, del quale si visita il 1º piano accedendo dalla 1ª Sala di Guastalla, sorge sul punto più alto di piazza Sordello. L’aspetto attuale, interno ed esterno, è frutto di restauri che hanno riportato in vista, dove possibile, la struttura primitiva. In origine abitazione della famiglia Bonacolsi, col rovesciamento del potere il 16 agosto 1328 i Gonzaga ne presero possesso. Rimase la principale abitazione della famiglia sino agli inizi del 400, poi fu probabilmente usato per uffici e abitazioni della corte. Subì profonde manomissioni all’epoca di Francesco IV, nel 1612. Fu allora che il prefetto delle fabbriche Antonio Maria Viani diede agli interni l’aspetto che in buona misura ancora hanno, rinnovando le decorazioni e i soffitti. Tra la fine del 600 e gli inizi del 700 visse nel piano nobile la moglie dell’ultimo duca Ferdinando Carlo, Anna Isabella di Guastalla, cui ancora deve il nome l’intero appartamento. La divisione per stanze della lunga galleria che affaccia sulla piazza della cattedrale è stata eliminata solo agli inizi del Novecento. Tra le varie camere, anche quella dove, secondo le cronache antiche, si consumò l’adulterio di Agnese Visconti, moglie di Francesco I Gonzaga, che con questo pretesto la fece decapitare. Nell’appartamento è allestita una collezione di opere del Medioevo e primo Rinascimento: ci sono anche affreschi strappati da chiese cittadine.

Appartamento dell'Imperatrice
Ore 17, max 25 persone

Così denominato perché creato nel 1778 da Paolo Pozzo per Beatrice d’Este moglie di Ferdinando d’Austria, in occasione del loro passaggio per Mantova. Le stanze vennero realizzate all’interno della duecentesca Magna Domus che, con parte del palazzo del Capitano, è la principale testimonianza della primissima fase architettonica del Palazzo Ducale. L’edificio è in realtà formato dall’unione, avvenuta ancora nel Medioevo, di una torre con un palazzo (le due strutture sono individuabili dal portico esterno). Soprattutto sul finire del 700 fu ristrutturata in modo radicale, conferendogli l’aspetto che ha oggi. Nella camera da letto c’è un ricchissimo letto a baldacchino degli inizi del XIX secolo fatto venire da Milano dal viceré Eugenio di Beauharnais nel 1810. L’arredo di alcuni locali è originale della fine del 700. Un’ampia sala ospita la raccolta di dipinti dell’Azienda Ospedaliera Carlo Poma.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 10 Giugno 2010 07:34 )

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